Intenso

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Petali di un rosa intenso come labbra bagnata da gocce di rugiada coprono il mio corpo senza nasconderlo
Attendo con lo sguardo intenso il tuo ritorno colma di amore acceso come le fiamme ardenti che bruciano sapienti mentre le osservo
Impetuoso il desiderio del tuo tocco intenso che poi dolcemente diventa bacio e si sorprende d’un tratto si quieta e spegne come la fiamma che ora riposa calda

Michela

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Flan di tonno di Buttalapasta.it

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Ingredienti
2 grosse cipolle
1 latta di pomodori pelati
2 spicchi di aglio
alcune foglie di basilico
1 scatola grande di tonno al naturale o all’olio
5 uova
olio d’oliva extra vergine q.b.
sale e pepe q.b.
burro q.b. per lo stampo

Preparazione

flan di tonno
1Pulite le cipolle, tritatele finemente e fatele rosolare a fuoco molto dolce con un po’ di olio d’oliva.

Consiglio:
Potete anche cuocerle usando poca acqua invece dell’olio per alleggerire il soffritto.

2Poi aggiungete i pelati spezzettati grossolanamente e scolati dal liquido di conservazione, l’aglio e il basilico, e fate cuocere per un quarto d’ora.
3Nel frattempo, scolate il tonno e sbriciolatelo finemente.
4Sbattete le uova, poi salatele e pepatele e aggiungetevi il tonno e la salsa di pomodoro fredda.
5Imburrate uno stampo da plumcake, versatevi il composto di tonno e cuocete a bagnomaria in forno a 240 gradi per circa 45 minuti.
6Servite il flan di tonno a piacere, caldo, tiepido o freddo accompagnato da una insalata verde.

Buon San Valentino

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Che sia verso un uomo o verso una donna, che sia un coniuge od un compagno oppure un fidanzato-fidanzata, che sia verso l’umanità intera o verso gli amici, che sia verso un animale di compagnia o tutta la natura, voler bene a qualcuno, amare un figlio o la persona che condivide con noi la vita, provare sentimenti di gioia e calore verso chi ci è caro è bellissimo e ci fa stare bene.
E allora…
BUON SAN VALENTINO

Spaghetti alla Carbonara

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Ingredienti e dosi per 4 persone:

 

 

 

 

 

 

 

 

Ingredienti e dosi per 4 persone:

320g di Spaghetti, 150g di Guanciale, 6 tuorli, 50g di Pecorino Romano, Sale fino q.b., Pepe nero q.b.

 

Per preparare gli spaghetti alla carbonara cominciate mettendo sul fuoco una pentola con l’acqua salata per cuocere la pasta. Nel frattempo eliminate la cotenna dal guanciale e tagliatelo prima a fette e poi a striscioline spesse circa 1cm. Versate i pezzetti in una padella antiaderente e rosolate per circa 15 minuti a fiamma media.

Tuffate gli spaghetti nell’acqua bollente e cuoceteli per il tempo indicato sulla confezione. Intanto versate i tuorli in una ciotola, aggiungete anche la maggior parte del pecorino previsto, la parte restante servirà per guarnire la pasta.

Insaporite con il pepe nero, amalgamate tutto con una frusta a mano. Aggiungete un cucchiaio di acqua di cottura per diluire il composto e mescolate.

Nel frattempo il guanciale sarà giunto a cottura, spegnete il fuoco e tenetelo da parte. Scolate la pasta al dente direttamente nel tegame con il guanciale e saltatela brevemente per insaporirla. Togliete dal fuoco e versate il composto di uova e pecorino nel tegame, saltate la pasta per amalgamare.

Se dovesse risultare troppo asciutta potete aggiungere poca acqua di cottura (tenetela da parte). Servite subito gli spaghetti alla carbonara insaporendoli con il pecorino avanzato e il pepe nero macinato.

Addio Casa Mia

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Il momento più difficile è sempre l’addio, lo leggi e lo ascolti in tante storie sentimentali, cosi da diventare un tormentone banale.
Eppure quello che ho provato tornando a casa mia un’ultima volta ben sapendo che era l’ultima, era come prendere coscienza che avevo lasciato lì una gamba. Mi sentivo mutilata, come scriveva Oriana Fallaci riguardo agli amori che finiscono.
E come ho rimesso piede sul lastricato che attraversa il giardino per raggiungere il portone di casa, ho avvertito una sensibilità nuova alle gambe che avevo perso da tempo. Un formicolio che dai piedi saliva su fino al midollo e da lì fino alla testa che ha vissuto quegli istanti per un lunghissimo momento, come se stessi comminando sulla luna.
Una forte vibrazione mi ha invasa, un’emozione calda che mi ha accorciato il respiro, ha bagnato appena gli occhi e creato un sussulto nel petto.
Vent’anni passati ad attraversare quegli spazi con il pancione o tenendo le manine dei bimbi, di corsa prima di tornare al lavoro, nel buio di una sera invernale, sotto la pioggia o sotto il sole cocente, mano nella mano con Luca rientrando insieme sorridenti senza dare mai un senso a quei passi, un semplice gesto abituale che acquista valore però perché fa parte delle tue abitudini e quindi di te e ti aiuta a raccontare la tua storia.
Ho visto ogni particolare intorno con occhi nuovi, tutto era più reale della realtà vera, le colonne, le crepe, gli scorci dietro ai muretti, le piante. Mai guardati con tanto trasporto. Ma ogni cosa sembrava accusarmi del fatto che non mi facevo più vedere e che ero li solo per staccarmi da tutto e riprendermi le mie parti mutilate, riattaccarmele addosso senza soffrire troppo.

da Sochi 2014 a Seul 2018

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“La pratica dello sport è un diritto dell’uomo. Ogni individuo deve avere la possibilità di praticare lo sport senza discriminazioni di alcun genere e nello spirito olimpico, che esige mutua comprensione, spirito di amicizia, solidarietà e fair-play.” – Tradotto da Google dalla Carta Olimpica

godiamoci uno degli spettacoli più belli che l’uomo possa creare!!

LO SPORT

Insalata di arance e finocchi

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SavedPicture-2018131224440.jpgIngredienti
Aceto di mele 1 cucchiaino; Arance 2; Finocchi 2 medi; Olio di oliva extravergine 5 cucchiai; Pinoli 50 gr; Sale q.b.; Uvetta 20 gr; Zucca semi 1 cucchiaio

Ho messo l’uvetta in ammollo in una ciotolina con acqua tiepida per circa 10 minuti.
Ho pulito i finocchi, eliminando la parte del gambo e la prima foglia più legnosa; li ho affettati molto sottilmente con l’aiuto di una mandolina e trasferiti in una grande ciotola.

Poi ho spremuto una delle due arance e tenuto da parte il succo, pulito l’altra a vivo:tagliato le due estremità e inciso la buccia in modo da eliminare sia questa che la parte bianca, affettando il più sottile possibile anche questa, e unita ai finocchi,  ho strizzato l’uvetta e versato poi nella ciotola con i semi di zucca, mescolando il tutto.

In una padellina antiaderente ho fatto tostare senza aggiunta di altri grassi i pinoli e poi li ho fatti intiepidire;
Ho preparato il condimento riunendo in una brocca dai bordi alti 5-6 gr di sale fino, il succo dell’arancia tenuto da parte, 5 cucchiai di olio extravergine e l’aceto di mele (facoltativo); ho frullato il tutto con il mixer ad immersione fino ad ottenere un’emulsione cremosa quasi quanto una maionese che ho versato sull’insalata, mescolato e servito subito.

Professore ed insegnante

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L’appuntamento della settimana scorsa con la mia amica del cuore dopo 30 anni ha immediatamente creato una nuova opportunità:
Incontrare il nostro professore di italiano delle scuole medie che tanta influenza ha avuto nella formazione culturale e intellettuale di entrambe.

Per nostra stessa ammissione, la preparazione avuta durante le scuole medie è stata la più importante in assoluto, quella che ha procurato in noi maggiori aspettative, che ha aperto una finestra sul nostro futuro pieno di aspirazioni e desideri.

Dopo aver anticipato la visita con una telefonata, ci siamo presentate munite di un bellissimo vassoio di cioccolatini artigianali e abbiamo partecipato come due scolarette a questo incontro che ci attendeva da 34 anni.

Il professore, classe 1939, provvisto di un suo speciale registro scolastico nel quale aveva segnato con precisione e minuzia tutti i nomi dei suoi alunni anno per anno dal primo giorno di lavoro all’ultimo, in rigoroso elenco alfabetico e per classe come quando faceva l’appello (prima i maschi, poi le femmine), ci ha interrogato sulle nostre vite vissute dai tempi della scuola ad oggi, facendosi raccontare ogni aneddoto o lezione che ci fosse rimasta impressa nella mente.
Abbiamo cosi scoperto o ricordato forse di essere state promosse con un voto che per lui ha significato di grande bravura e capacità, che brava più di noi c’era solo la solita Silvia. Brava in tutto, tutti i santi giorni.

6 ne aveva bocciati il primo anno e sono segnati nel suo registro. Insegnare era anche quello una volta e si sorprende che un insegnante ora possa bocciare solo con il consenso dei genitori. Nessuno avrebbe mai pensato allora di mettere in discussione la sua professionalità.
Certo perché era lui stesso il primo a mostrare integrità e riservatezza, non ha mai giudicato o criticato abitudini o appartenenze, non ha mai deriso o umiliato per i tentativi falliti o gli insuccessi.

Un rammarico soltanto gli abbiamo visto in viso, la solitudine per la lontananza dalle passioni coltivate dopo l’insegnamento che male si sposano con il mondo digitale di oggi orfano del gusto per le lettere; e l’infelice realtà della vita giunta alla vecchiaia che toglie il piacere del futuro.

Ha confessato di non ricevere visite dai suoi studenti e che gradirebbe non essere dimenticato, Anzi.
Un incontro dal sapore strano, ignoto forse e quindi tutto da interpretare ancora, ci salutiamo per tornare ai nostri affari correnti.

Ora ripenso a quei deliziosi cioccolatini. Me lo immagino seduto al tavolo del suo studio, attorniato dai libri compagni di lavoro e di studio filosofico, a guastare quello al peperoncino, ricordando con affetto i momenti della campanella, quando rientrava in classe con l’immancabile giornale sotto braccio e la borsa professionale piena di compiti appena corretti, impegnato in una lezione di geografia sull’Europa oppure a spiegare la vita di Giacomo Leopardi.

Quanto riempie una vita passata ad insegnare? Quanta ricchezza c’è dietro ai ricordi di nomi, visi, sorrisi, voci di ragazzini adolescenti e curiosi dalle fervide fantasie e dalla genialità del loro entusiasmo? Lontano dalla scuola il tempo può essere riempito solo da passioni intellettualmente esigenti che richiedono impegno e dedizione ma non ricambiano con l’affetto che dimostra un vecchio studente in visita. Quel sorriso discreto quasi imbarazzato ci ha spiegato lo stupore che si prova da anziani ad essere ancora nelle menti di qualcuno che arriva dal passato e ci ha rivelato come questo incontro spieghi perfettamente cos’è la nostalgia. Non poteva esserci giornata migliore… Piove tristemente da ore.

Crostata di kiwi e arance

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Per 8 persone: PER LA BASE: 450g di pasta frolla, 1 cucchiaio di farina, 1 cucchiaio di latte. PER FARCIRE: 2 tuorli, 2 cucchiai di zucchero, 2 cucchiai di fecola, 1,5dl di latte intero, 1 bustina di vanillina, 1 pizzico di sale, 30g di meringhe. PER LA DECORAZIONE: 700g di kiwi, 200g di arance, 3 cucchiai di marmellata di albicocche, 1 cucchiaino di succo di limone.

Preparare la asta frolla e cuocetela, mettere a scaldare il latte.

Montate con una frusta i tuorli con lo zucchero, in una terrina grande. Continuate 8 minuti a battere finchè il composto non è ben gonfio. Unite la fecola, il sale, la vanillina, continuando a montare con la frusta. Aggiungete il latte caldo, poco per volta, sempre rigirando con la frusta.

Versate il contenuto della terrina in un pentolino. Mettete il pentolino sul fuoco, tenendo la fiamma bassa e mescolando la crema sempre nello stesso verso finchè non si forma la prima bolla di bollitura. Spegnete immediatamente.

Levate il pentolino dal fuoco quando la crema si è addensata, ma continuate a mescolare ancora 1 minuto.

Lasciate intiepidire la crema e versatela nell’involucro di pasta frolla preparata precedentemente. Sbriciolate grossolanamente le meringhe schiacciandole con un pestello o sminuzzandole con le mani. Distriuitele sulla superficie della crema (per non far affondare la frutta nella crema).

Sbucciate i kiwi e le arance, tagliate tutto a fettine sottili, eliminate i semi delle arance. Asciugate le fette di frutta con carta da cucina. Appoggiatele sopra la crema, formando un cerchio e sovrapponendole leggermente una all’altra, dall’esterno all’interno. Scaldate in un pentolino la marmellata e diluitela con il succo di limone. Mentre è ancora calda distribuitela sopra la frutta per lucidarla, aiutandovi con un pennellino da cucina.

Ancora più buona: Aggiungete 30g di mandorle sbucciate, tostate e tritate!!!