Vermeer morì giovane e povero in canna, ma ebbe il tempo di creare questo ritratto, il mio preferito, stupendo ed emozionante.
Lei è una giovane sconosciuta, forse una domestica, se si crede al romanzo, certo il foulard sulla testa e la perla sono una creazione dell’artista per creare luce.
Il ritratto ha avuto poca fortuna fino ai primi del 1900, venduto per 2 scellini e mostrato in un museo nel quale ha piano piano iniziato a creare la sua magia intorno.
Fino a domenica è esposto a Bologna, al Palazzo Fava, poi tornerà in Olanda, da dove era partito per una tournée mondiale.
Prenotare è stato comodo e semplice, c’è l’audioguida a disposizione che aiuta a seguire il percorso con i quadri degli artisti olandesi, fino al Vermeer famoso.
Peccato che non ci siano divanetti o panchine per ammirare i quadri o riposare lungo il tragitto, certamente, vista l’attesa di pubblico, l’idea era quella di far scorrere i visitatori velocemente per non creare ingorghi.
Se non avete intenzione di andare in Olanda, affrettatevi e andate a vedere la mostra. Non ne resterete delusi, poi Bologna è sempre meritevole di una gita.

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