vigilia del Giro d’Italia è animata da notizie, scelte e polemiche che riguardano RaiSport, con molti interventi dei telespettatori che frequentano i social. E Silvio Martinello – che ha il pregio di essere sempre diretto e puntuale – ha scelto di affidare a facebook il suo pensiero al riguardo. Ve lo proponiamo:

So già che mi converrebbe starmene zitto, ma Max Lelli è stato ed è anche un amico, quindi voglio comunque esprimergli pubblicamente la mia vicinanza in merito a quanto gli è accaduto. Non entro nel merito dei fatti e delle modalità, chi si scandalizza evidentemente vive in un mondo circondato da sirene che suonano il violino ed emettono suoni angelici, ma i commenti che stanno invadendo le bacheche in alcuni casi sono proprio aberranti. La solidarietà a Max, sincera e non, ed il dispiacere per l’epilogo della sua collaborazione con Raisport sono legittimi, ma usare il pretesto per sparare come in molti stanno facendo su tutto e su tutti è inaccettabile.

Vorrei invitare questi signori e signore ad essere più cauti nei giudizi, chi lavora può piacere o non piacere, ma svolge le proprie mansioni al meglio delle sue possibilità, preparandosi e cercando di essere all’altezza del ruolo che viene chiamato a coprire. Il ciclismo rimane, nonostante la presenza di certi “appassionati fanatici integralisti”, uno sport dove il rispetto conta ancora qualcosa, siamo tutti invitati a perseguirlo.

Il ruolo del commentatore tecnico, e ci aggiungo anche del telecronista, nel ciclismo ha assunto un’ importanza sempre più rilevante. Ogni frase viene sezionata attentamente, chi viene chiamato a svolgere tali delicate mansioni deve studiare e prepararsi costantemente, soprattutto nelle lunghissime dirette dei grandi eventi, eventuali falle emergono in tutta la loro gravità. Se ci aggiungiamo la cassa di risonanza che esercitano i social e varie piattaforme specifiche dove appassionati più o meno competenti, nascondendo spesso la loro reale identità, giudicano tutto ciò che viene detto e dibattuto, facile intuire che l’improvvisazione non è più tollerata.

Sparare sulla Rai è una delle passioni principali degli Italiani, anche Raisport non viene risparmiata naturalmente. Si scrivono e si danno per acquisite “notizie” che non corrispondono alla realtà, “allontanamenti” attuali confrontati con “allontanamenti” passati, balle spaziali (per usare un termine comprensibile a tutti). Dal 2003, anno in cui ho iniziato a collaborare con Raisport, non ho mai visto nessun collaboratore gentilmente invitato a cercarsi altro da fare. In questo 2016 è la prima volta che a qualcuno non viene rinnovato il contratto (l’amico Gigi Sgarbozza), o al quale il contratto viene interrotto durante la stagione (l’amico Max Lelli), negli altri casi citati non ci sono stati allontanamenti. Auro Bulbarelli è sempre un caporedattore a Raisport, ma non si occupa più di ciclismo. Paolo Savoldelli se ne andò perché non più d’accordo sull’operato di chi allora gestiva il ciclismo, e che tra l’altro lo aveva inserito nella squadra, ovvero lo stesso Bulbarelli, nessuno lo mise alla porta. Competente e professionale com’è, Paolo non ci ha messo molto a trovare una nuova collocazione. Davide Cassani, che di questo ruolo è stato il pioniere, decise con libera scelta di intraprendere una nuova strada nel 2014, come tutti sanno. Pongo pertanto un quesito a tutti coloro che stanno sfogando il loro disagio sulle tastiere:

È consentito ai responsabili di una testata giornalistica di fare responsabilmente le proprie scelte? Io penso di sì! È legittimo sfogare la propria rabbia come molti stanno facendo, gettando discredito ed infamando professionisti che svolgono seriamente il loro lavoro? Io penso di no! L’offerta è talmente ampia ed articolata che il Giro e tutti gli eventi di ciclismo si possono seguire su canali e piattaforme diverse dalla Rai ormai da tempo, quindi dotatevi di connessioni veloci o batterie nuove del vostro telecomando, e seguite il ciclismo dove più vi piace, evitando di scivolare in commenti offensivi o denigratori. Di ciclismo in TV ce n’è per tutti i gusti e per tutti i livelli, basta organizzarsi.

All’amico Max Lelli, che spero di vedere presto per farci 2 risate insieme, suggerisco di guardare avanti, la vita continua, e lui unendo competenza tecnica ad una naturale simpatia, continuerà a garantirsi delle belle soddisfazioni. Quella vissuta con RaiSport rimarrà un’esperienza che lo ha certamente fatto crescere.
Con l’occasione approfitto per salutare ed inviare un abbraccio affettuoso anche al grande Gigi Sgarbozza, dopo tanti anni non farà più parte della squadra di Raisport al Giro. So che gli dispiace molto, ma credo che Gigi possa essere felice ugualmente delle opportunità che la vita gli ha riservato, e tra queste la lunga permanenza nella squadra di Raisport è senza dubbio uno dei suoi vanti.
Concludo augurando Buon Giro 2016 a tutti, ovunque lo seguirete, divertitevi, sarà come sempre uno spettacolo imperdibile grazie all’impegno dei corridori. Per quanto riguarda me e la squadra di RaiSport di cui con orgoglio faccio parte, faremo come sempre del nostro meglio.

Silvio Martinello

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