Sempre di notte,
Improvvisamente mi sveglio perché il letto balla.
Questa volta ballava più intensamente ed essendo di ferro, vibrava anche. Le ante scorrevoli dell’armadio prima hanno cigolato e poi hanno iniziato a sbattere.
Il rumore unito al movimento del pavimento e del letto mi incutevano una paura arcaica che ho imparato a controllare in 20 anni che vivo qui.
Mi sono appoggiata alla parete portante, sotto la porta fino a quando il terremoto non è cessato.
Poi sono tornata a letto in attesa di riprendere sonno, cercando notizie sul web.
Perché ero purtroppo certa che c’era chi nel letto non era potuto tornare e adesso stava molto peggio di me, a meno che la scossa non fosse avvenuta in mare.
No… Non era in mare!

Un’ora dopo una nuova scossa.
Ok, è casa mia ma perché soffrire? Se mi facevo un giro per la città e poi andavo a fare colazione prima di andare al lavoro, tutto sarebbe stato più semplice.
Dio fai che la gente si sia salvata e che tutti abbiano passato la notte in auto e non ci siano morti!

Invece stavano tutti dormendo, forse sognando la prossima festa o la vacanza, o l’ultimo giorno passato a giocare su questa terra…

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