L’inquisizione in ufficio


Nel mio ufficio ormai è certa l’esistenza dell’inquisizione.
La centralinista, Maria la cattolica, perché è sempre alla messa non avendo l’energia sufficiente per vivere una vita propria, spia tutti e riferisce alla cassiera che applica le scomuniche come vuole, decidendo di interpretare a piacimento quanto scoperto e riferendolo all’amministratore.
Voglio un altro lavoro

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Auguri a me


Mi rendo conto di avere una vita facile da sempre.
Sono circondata da persone che vogliono il mio bene.
Lavoro con la famiglia e ho una posizione di rispetto.
L’amore della mia vita mi ha dato sempre quello di cui ho bisogno e se a volte è stato esigente, è solo perché aveva paura di perdermi.
La sua famiglia mi copre di attenzioni ed è sempre a disposizione.
Grazie.

come comunicare agli altri i propri bisogni.


Non dire, non dire tutto, trattenersi, rinviare, avere paura di manifestarsi pienamente, dire di sì quando non si è del tutto convinti: è un tema che riguarda solo me?
Certe persone ne sembrano immuni: parlano senza peli sulla lingua. Si fanno strada, ottengono rispetto, ma spesso offendono o feriscono gli altri. Ma questo non è dire le cose, è sgomitare, è usare violenza. E poi, siamo sicuri che dicano davvero le cose importanti?
Se guardiamo in profondità, il problema non è dire o non dire. Ci sono circostanza in cui non dire è senz’altro la cosa migliore. Altre volte, se si vuol essere efficaci, occorre scegliere i tempi giusti, gli argomenti che hanno presa sull’interlocutore. Non basta dire ciò che ci passa per la mente. No, il problema non è dire o non dire o come dire. Il vero problema è la paura.
Se siamo spaventati, la nostra parola non è sincera. Non siamo sinceri nel dire si o no. Non siamo veri e integri neppure con noi stessi. Se siamo spaventati, se ci sentiamo come imputati di fronte ad un tribunale, cercheremo di pensare e dire ciò che può convincere la giuria ad assolverci. La verità passa in secondo piano.
Se siamo spaventati, non siamo in grado di amare: dobbiamo troppo badare a noi stessi per prenderci cura di altri. Se non amiamo, perdiamo contatto dalla corrente vitale che ci attraversa. Perdiamo forze, ci indeboliamo.
La vita comincia a finire quando non riusciamo più a dire le cose importanti… Se questo è vero, allora la nostra vita comincia a finire quando siamo ancora molto giovani, spesso già da bambini. Assumiamo un ruolo, un’identità che non è vera identità, ma identificazione, e recitiamo quel ruolo, quel personaggio nel teatro dell’esistenza.
È la nostra anima dove finisce? Dove finisce la nostra forza, vitalità, capacità di amare?
Possiamo risvegliarci da un sogno che non è il nostro? Possiamo vivere in modo pieno, totale, istante per istante, invece che dispiaciuti per il passato e preoccupati per il futuro? Possiamo vivere immersi nel presente, con tutto il nostro essere, in contatto con ciò che c’è, consapevoli della straordinaria bellezza che ci circonda?
Sì, è ovvio che possiamo. Come un gatto può fare il gatto ed essere un gatto, così noi possiamo essere chi veramente siamo: liberi e creatori.
Cominciamo da subito, da un piccolo passo a portata di tutti. Un foglio bianco, una penna: cominciamo a scrivere ciò che non abbiamo detto in questi giorni, e che sarebbe stato importante dire. Manteniamo vigile l’attenzione su questo tema: lasciamo che questa pratica diventi un’abitudine. Al posto della vecchia: di non dire o dire a metà o dire male.

Ruud Gullit


«La cosa più importante e significativa della mia vita – ha osservato l’ex campione olandese – è stato l’incontro con Nelson Mandela. Era un uomo generoso e carismatico che ha influenzato il mondo intero. Da lui ho imparato l’umiltà e la capacità di perdonare. Mi ha insegnato che non si può avere simpatia per tutti ma bisogna avere sempre rispetto».

Pesce in guazzetto

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Dal pescivendolo fatevi tagliare un palombo, una coda di rospo e una decina di grosse triglie fatte a filetti.
Aggiungete mezzo chilo di gamberetti e di seppie a cui fate togliere il carapace nel primo e il becco nel secondo.
Per ultime 500g di vongole.
Potete fare anche da soli, ma vi assicuro che il vostro pescivendolo di fiducia impiegherà un terzo del vostro tempo. 🙂

Mettete le vongole in un colino con il sale fino, immergetelo in un recipiente pieno d’acqua e lasciatele spurgare per 30 minuti.

In una capiente padella mettete olio d’oliva, prezzemolo e aglio tritati. Fate scaldare e versate le seppie tagliate a strisce larghe e i gamberetti. Salate e pepate.
Dopo 10 minuti bagnate con un bicchiere di vino e lasciate sfumare.
Versate 250 g di polpa di pomodoro, aggiustare con insaporitore per pesce, aggiungete la coda di rospo e il palombo. Lasciate cuocere a fuoco basso in modo che raggiunga lentamente il bollore e lo mantenga per 20 minuti.
Scolate le vongole dall’acqua e sciacquatele sotto l’acqua corrente e versatele nella pentola con il resto del pesce.
Dopo 15 minuti aggiungete prezzemolo fresco tritato, spegnete e portate in tavola con pane abbrustolito.

Gli occhi della luna


Questa bellissima canzone mi ha accompagnato negli ultimi minuti di defaticamento dopo la corsa di oggi.

Fantastica corsa.

Basta perfezionismo e ostruzionismo.
Vado e mi diverto!

Ho preparato una playlist con canzoni della durata di tre minuti, alternate alle suonerie del Ruggito del Coniglio di Radiodue della durata di un minuto.
Durante la musica ho corso e durante gli stacchetti ho camminato velocemente.
Mai stato cosi facile e divertente.

Cupolette di salmone di Buttalapasta.it


Ingredienti
1 trancio di salmone di circa 250/300 gr
4 fette grandi di salmone affumicato
2 o 3 cipollotti tritati finemente (oppure mezza cipolla dolce, tipo cipolla rossa di Tropea)
2 cucchiai di maionese
salsina fatta con yogurt greco intero, poca maionese e buccia di limone grattugiata per accompagnare
sale e pepe q.b.

Preparazione

1 cuocete nel microonde o a vapore il salmone fresco dopo averlo salato e pepato.

2 eliminate le lische e la pelle dal salmone cotto, poi sbriciolatelo con una forchetta.

3 aggiungete i cipollotti tritati e la maionese e mescolate bene.

4 prendete due stampini a forma di cupola, foderateli con la pellicola alimentare, poi con le fette di salmone affumicato in modo da ricoprire tutta la superficie lasciando debordare fuori l’eccesso.

5 riempite le cupolette con il composto di salmone cotto.

6 Ripiegate la parte debordante del salmone affumicato, battete le cupolette per comprimere bene la farcitura, avvolgete nella pellicola alimentare e mettete in frigorifero per almeno 24 ore.

7 al momento di servire, toglietele dagli stampini e deponetele su due piatti, poi decorate a piacere, e servite portando in tavola la salsina al limone.

Consigli:
A piacere potete servire le cupolette di salmone con una fresca insalatina verde.

Mousse ai 2 cioccolati di Buttalapasta.it


Ingredienti
125 gr di cioccolato nero
100 gr di cioccolato bianco
3 uova
2 dl di panna da montare
20 gr di zucchero a velo
1 pizzico di sale

Preparazione

1 mettete mezzo dl di panna in un casseruolino, portate ad ebollizione e fateci fondere il cioccolato bianco fatto a pezzetti (oppure mettete il tutto in una ciotola nel microonde).

2 Lasciate intiepidire e sbattetelo assieme ad un tuorlo d’uovo (tenete da parte l’albume). Mettete in frigorifero.

3 procedete nello stesso modo con il cioccolato nero. Mettete in frigorifero anche questa crema.

4 montate a neve ben soda i tre albumi con un pizzico di zucchero, a metà della montatura aggiungete lo zucchero.

5 Incorporateli alla mousse di cioccolato scuro, poi distribuite il tutto in quattro bicchieri.

6 montate a neve ben soda la panna rimasta ed unitela alla crema di cioccolato bianco.

7 distribuite questa preparazione sopra alla mousse scura nei quattro bicchieri.

8 mettete i quattro bicchieri coperti da pellicola in frigorifero per almeno 4 ore.

Consigli:
Al momento di servire decorate con riccioli di cioccolato.