Foglio bianco

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Scrivere è diventato un bisogno impellente.
Mi libera intensamente di ogni paura, di ogni conflitto e vuota la coppa amara della rabbia che a volte antica o forse primordiale, sale fino ai livelli consci.
Quando succede, trovare uno spazio vergine sul quale esprimere le mie emozioni per affrontarle e prendere confidenza imparando a conoscermi, è la salvezza.
Una spiaggia calma e placida su cui raccogliermi e abbondonare strati e strati di inutile e pesante fardello di senso di colpa, di rammarico, di pensiero depotenziante, di ansia soffocante e insicurezza.
E così ricordi dolorosi affiorano e si depositano sul foglio bianco diventando chiari e leggibili.
Mi basta vedere una giovane mamma impegnata a trascinare ignara e stanca un bimbo recalcitrante, intento a vivere e assorbire colori suoni e immagini intorno a lui, per ricordare con dolore che anch’io mi sono persa quei momenti per la fretta di risolvere le questioni urgenti che al momento apparivano importanti e che invece se ne andavano come erano arrivate, lacerandomi per i pochi istanti liberi che mi godevo insieme ai miei figli.
E così si aprono porte profonde finora sigillate, lacrime salgono per l’emozione che trova spazio e mi accompagna fino a curare finalmente la ferita che si chiude e alleggerisce intimamente l’anima.
Penso che forse i miei figli neppure si sono resi conto di quest’ansia che mi attanagliava o forse è una preghiera che chiedo di esaudire.
Il foglio è pieno, non c’è più spazio bianco e un desiderio impotente mi assale.
Non sarebbe l’ora giusta perché c’è lezione o allenamento oppure tempo libero meritato ma io devo inviare un segno di tutto l’amore che sento.
Il cellulare di bello ha che raggiunge tutti ovunque con un semplice messaggio.
Un cuore verde e uno giallo bastano ormai per far comprendere che li sto pensando intensamente.
Il grande risponde con cuori rossi espansivo e desideroso di ricambiare…
il piccolo invece deve dare un senso alle tenerezze perché le corde giuste le decide lui e mi risponde con un punto interrogativo…
Sbagliata corda anche questa volta!

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Muffin bianco-neri

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Foto presa da: Tortealcioccolato.com

Ho fatto la spesa e non ho resistito alla voglia di prepararmi i muffin, ma questa volta ho deciso di farli metà bianchi e metà neri.

 Per 6 muffin ho usato:

2 uova; 160g di farina 00; 110g di zucchero; un cucchiaino di miele; 125g di yogurt bianco muller; 50g di burro sciolto; 1/2 bicchiere di latte p.scremato; 1 bustina di lievito; 2 cucchiai colmi di cacao amaro; zucchero a velo per la copertura.

Ho messo nel robot le uova e lo zucchero e li ho miscolati insieme, poi ho aggiunto tutti gli altri ingredienti tranne il cacao e ho mescolato bene fino a quando la pastella è diventata liscia e senza grumi.

Ho diviso il preparato in 2 ciotole e in una ho aggiunto il cacao, mescolando bene per non lasciare grumi.

Poi ho riempito con la pastella bianca metà delle formine per i muffin, sbattendo bene per far livellare, ho aggiunto sopra la pastella al cacao e con uno stuzzicadenti ho praticato dei cechietti per mischiare i due colori.

Ho inserito le formine in forno già caldo a 180° per 25 minuti. Per controllare che i muffin fossero pronti e asciutti dentro, ne ho infilzato uno con lo stuzzicadenti.

Una volta fuori, ho spolverizzato con zucchero a velo, ho fatto raffreddare e…. GNAM!

soufflé alla banana

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Fai fondere 30g di burro in un pentolino e, quando sarà completamente sciolto, incorporaci 30g di farina e 2 dl di latte. Cuoci la crema, finché sarà densa e omogenea. Frulla 4 banane con 30g di zucchero e qualche goccia di succo di limone. Unisci alla crema la banana frullata con 3 cucchiai di caramello liquido pronto e mescola, fino a ottenere un composto omogeneo. Aggiungi 4 tuorli, incorporandoli 1 alla vola. Infine, monta 6 albumi con 1 pizzico di sale e, quando saranno ben fermi, amalgamali al composto, mescolando dal basso verso l’alto. Imburra e spolverizza di zucchero 6 stampini individuali a pareti alte, versaci il composto, riempiendoli fino a 3/4 e cuoci in forno già caldo a 200°C per 18-20 minuti. Sformali, guarnisci i soufflé con una fettina di banana e servi subito.

 

Salsine golose: Puoi accompagnare i soufflé dolci con crema pasticcera pronta semplice o con l’aggiunta di panna montata per renderla più soffice. Oppure con crema al cioccolato pronta. Per il soufflé al cioccolato l’accompagnamento ideale è marmellata d’arance scaldata con liquore all’arancia.

La prima regola degli Shardana #Giovanni #Floris

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Grazie dott. FLORIS

Il libro è fantastico e semplice.
Semplice non vuol dire facile
Significa scritto talmente bene da sembrare una storia semplicemente divertente, semplicemente avventurosa, semplicemente fresca e allegra, semplicemente originale e unica.

Mi sono affezionata talmente al libro che quando non lo avevo ancora finito, già mi preoccupavo della sensazione di solitudine appena l’avessi terminato; eppure non vedevo l’ora di proseguire la lettura per scoprire il prossimo colpo di scena della storia.

Mi domando chi, tra le persone che conosco, possa essere identificato meglio con i personaggi della storia.

Ora tifo anche io per l’Inferru e amo l’Ogliastra, sogno l’occasione in cui potrò andare in Sardegna.

Pasta con carciofi e salsiccia di Buttalapasta.it


Ingredienti
320 gr di pasta corta
3 carciofi grandi o 4 piccoli
250 gr di salsiccia
2 spicchi di aglio
prezzemolo
1 limone
olio extravergine di oliva
3 pomodori secchi
1 bicchiere di vino bianco secco
1 bicchiere di brodo vegetale
sale e pepe q. b.
parmigiano grattugiato (facoltativo)

Preparazione

1) Mondate i carciofi, tagliateli in 4 e metteteli in una ciotola con acqua e limone, lasciarli in ammollo 10 minuti.

2) Nel frattempo togliete la pelle dalla salsiccia, tagliatela in pezzi e rosolatela in una padella senza olio (rilascerà essa stessa i grassi in cottura) per 10 minuti finché non sarà dorata.

3) Eliminate il grasso in eccesso e tenetela da parte.

4) Trascorso il tempo di ammollo dei carciofi, scolateli e sciacquateli, quindi affettateli a spicchi grossi e tagliate in pezzi anche i gambi.

5) In una grande padella riscaldate l’olio con l’aglio, unite i pomodori secchi, un ciuffetto di prezzemolo e fate soffriggere molto dolcemente.

6) Tirate fuori i pomodori e tenete da parte insieme alla salsiccia.

7) Mettete nella padella con l’aglio i carciofi, una presa di sale, una macinata di pepe e fateli cuocere per qualche minuto.

Consiglio:
Se successivamente userete il dado per il brodo non salate i carciofi.

8) Versate il vino e fate sfumare, alzando il fornello.

9) Abbassate il fuoco, aggiungete il brodo e coprite, proseguendo la cottura per 30 minuti circa, mescolando di tanto in tanto.

10) Pochi minuti prima di fine cottura aggiungete altro prezzemolo, i pomodori secchi, la salsiccia, un’altra macinata di pepe e amalgamate bene i sapori.

11) nel frattempo cuocete la pasta finché sarà al dente, scolatela e, tenendo da parte 2 cucchiai di liquido di cottura, trasferitela nella padella dei carciofi e salsiccia, aggiungete l’acqua di cottura e saltate il tutto per un minuto circa.

12) servire in tavola la pasta con carciofi e salsiccia, cospargendo ciascun piatto, se gradite, con una spolverata di parmigiano grattugiato.

Perseverare è umano

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L’uomo per natura non è un centometrista, è un maratoneta: Questo è il risultato di due milioni di anni di adattamento all’ambiente circostante come dimostrano le più recenti teorie scientifiche sull’evoluzione umana.
Il suo scatto non gli consentirà mai di raggiungere un’antilope, ma la sua resistenza e la sua motivazione sì.
Purché sappia coltivarle e mantenerle nel tempo.

PIETRO TRABUCCHI

Vicenza

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Capita a volte che vai in una città di cui sai poco e quel poco, lo sai solo perché hai letto sbrigativamente su Wikipedia, nell’eventualità che ti accada di trovare del tempo per visitarne i monumenti più significativi. E non ti aspetti niente di straordinario.
Quindi arrivi a Vicenza pensando che sia una bella città d’arte che non ti sorprenderà più di tanto, perché a forza di visitare città d’arte sei abituato.
Invece ti ritrovi ad osservare incantato già dalla stazione tutte le architetture che incontri, girando la testa ininterrottamente da destra a sinistra, perché resti affascinato dallo stile rinascimentale e palladiano degli edifici., in alcuni casi orrendamente offesi dalla presenza di palazzi del ventennio fascista che imbruttiscono le contrà e le piazze del centro storico.
Dai suggestivi vicoli che incrociano corso Palladio riesci a intravedere balconcini e terrazzini di straordinaria eleganza, con ringhiere in ferro battuto lavorato, con decorazioni barocche, nonché un canale ed il bellissimo ponte S.Michele che permette la vista di uno degli scorci più dolci della vecchia città.

Milano 2018

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Anche quest’anno sono a Milano per i miei 3 giorni di fuga dalla città.
Questa mattina sveglia alle cinque per prepararmi, fare colazione, ultimare gli ultimi preparativi.
Alle 6:15 eravamo già in stazione. Alle 6:38 il Freccia rossa è arrivato puntualissimo.
Purtroppo fino a Bologna l’alta velocità non esiste e mi annoiavo, la sonnolenza mi stava distruggendo.
Alle 8:12 abbiamo lasciato la stazione di Bologna ed il treno è andato veloce come una scheggia.
Un’ora dopo eravamo a Milano centrale.
A Milano il senso dell’efficienza si vede già da quando arrivi. I biglietti per la metro sono subito a disposizione e ti gestiscono le tempistiche, devi scegliere tra il giornaliero, weekend, settimanale o mensile.
La prima cosa che ho fatto è stato depositare i bagagli, poi sono andata a Palazzo Reale per la mostra di Caravaggio.
Avevo acquistato i biglietti on line e ho superato circa 300 persone in fila.
La mostra era sicuramente molto bella e ben organizzata, ho apprezzato veramente solo due quadri però: San Girolamo e il ragazzo morso dal ramarro.
A pranzo il solito stop a Eataly presso l’elegante porta garibaldi, alla fine di Corso Como.
Abbiamo gustato ottima carne con patate arrosto e 2 birre artigianali.
Il pomeriggio dedicato all’acquisto della mia Moleskine, alla visita dei mercatini e della Galleria Vittorio Emanuele, sempre suggestiva e brillante. Una visita anche alla Rinascente non poteva mancare. Ho comprato un nuovo taccuino per segnarmi le emozioni del nuovo anno.
Dopo una breve pausa, cena ai Navigli, bellissimi con le luci natalizie che si riflettono sull’acqua del Canale.
Domani ci sarà tempo per fare altre cose nuove.

Tuttavia c’è la Milano che non è da bere ma ti beve… Barboni appartati sui marciapiedi e negli angoli, anche giovani, privi di speranza, che sono stati inghiottiti dalla metropoli, costretti ad elemosinare attenzioni da parte di chi spesso abituato alla loro presenza, ormai li ignora.
Ogni volta che torno a Milano e li vedo non posso che soffrire del loro stato.
Molti per colpire maggiormente la coscienza di chi li incrocia, si presentano mostrando tutti i loro handicap (un uomo camminava reggendosi sulle braccia perché aveva le gambe totalmente amputate) non avendo più neppure l’amor proprio a proteggerli; sono anticipati dall’odore nauseabondo che li circonda, nelle facce della gente vedi vergogna mista a fastidio.
I volontari che dedicano il loro tempo ai clochard secondo me sono da ammirare, premiare e portare da esempio, peccato che nessun presidente li abbia mai chiamati al Quirinale per una medaglia al valore.

2017/2018 buon viaggio


Benvenuta Michela nel mio ultimo giorno di vita, ti senti pronta viaggiatrice per essere trasportata in una dimensione del tempo e dello spazio che ti farà raggiungere il nuovo anno tutto da creare e riempire?
Ricordati di portare con te i tuoi dubbi e le tue domande;
continua ad esser grata ogni giorno per la grandezza dei tuoi figli; per l’amore incondizionato del tuo compagno e per l’affetto immenso dei tuoi cari.
Non smettere mai di meravigliarti per la bellezza che vedi in un tramonto urbano, nelle foglie con il loro ciclo cromatico, nella pioggia che batte in una giornata tempestosa, nel fuoco che arde nel camino del tuo salotto grazie al buon uso di un bel ciocco di legna.
Ringrazia per ogni giorno passato con tua madre e tuo padre, scoprendo una felicità nuova, quella dei figli che si prendono cura dei propri genitori.
Goditi il tuo lavoro e fallo diventare leggero oltre che la tua più grande passione, non pretendere sempre di raggiungere gli altissimi e irraggiungibili livelli di perfezionismo che ti imponi e non pretenderlo dagli altri e cerca senza sosta di far emergere il lato migliore di ciascuno con fiducia e gentilezza.
Smetti di rimproverarti per il poco tempo passato in compagnia dei tuoi figli, straziandoti di inutili sensi di colpa, la tua memoria ne esce annebbiata e ti impedisce di vedere quanta capacità di autonomia, indipendenza e coraggio hai maturato in loro e non sorprenderti del rispetto e della fiducia che provi da sempre per ogni loro scelta. In qualche modo astruso che non sai spiegarti, hai fatto un buon lavoro nella perfetta imperfezione che ti contraddistingue.
E per una volta accettati per come sei: Una ballerina maldestra alla ricerca del proprio equilibrio tra realtà e sogno, che si specchia con timore misto a curiosità e si scopre sempre uguale e sempre diversa;
Riconosci l’importanza delle sfide e delle sconfitte, ringrazia chi ti mostra limiti ed errori nel tuo operato, non sta giudicando la tua esistenza, ti sta offrendo un’opportunità di crescita.
E ricordati che la guerra è guerra e se devi ferire fallo, senza dispiacerti troppo, impara a difenderti oltre che incassare meravigliosamente come hai sempre fatto, con il sorriso stampato sulle labbra, che poi a raccogliere i cocci non deve vederti nessuno.
E finalmente impara a dedicarti del tempo senza sentirti in colpa perché qualcuno potrebbe aver bisogno di te: Nessuno ha bisogno si un’insoddisfatta e frustata donna stanca, tutti hanno voglia della tua compagnia quando sei felice e piena di energia.
Pensa al duro lavoro fatto per diventare una pigrona cronica… Tutto lavoro sprecato! Quanto inutile impegno! Ora dovrai faticare 10 volte tanto per raggiungere il tuo nuovo obiettivo: Buttare giù un po’ dei chili che ti si sono appiccicati addosso e che generosamente hai accolto e nutrito, muoviti divertendoti anche se la sedia e la scrivania per te sono il simbolo del progresso, e mangia solo per nutrirti, non per zittire la tua coscienza.

Continua ad emozionarti per la musica, l’arte e la bellezza di questo mondo anche se questo significa commuoversi e piangere a dirotto e ridi, ridi a crepapelle quando ti diverti.

Allora fai buon viaggio e e non pensarmi con nostalgia, per le giornate estive al mare, per le conquiste professionali, per le occasioni di svago, per gli appuntamenti indimenticabili, per le amiche e gli amici. Guarda avanti alle prossime occasioni memorabili, perché su di te gli anni non si notano, sono lo specchio della tua anima adolescenziale che si prepara ancora a diventare grande.

 

Maiale al limone

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Per 8 persone: 2 kg di lombata di maiale, 5 rametti di rosmarino, 2,5 dl di vino bianco secco, 100 g di zucchero, 1 dl di succo di limone, 1 dl di brandy, sale e pepe

Introducete nella carne quanche ago di rosmarino aiutandovi con un coltellino affilato.

Mettete la carne in una profila e irroratela con il vino, lasciatela riposare per un’ora, rigirandola un paio di volte.

Trascorso il tempo, sgocciolate la carne dal vino, tamponandola con carta assorbente da cucina e legatela con spago da cucina in tal modo che mantenga la forma in cottura. Trasferitela qundi in una teglia.

Passate in forno, preriscaldato a 220° per 15 minuti, quindi salate, pepate, abbassate la temperatura a 180° e fate cuocere per 30 minuti.

Irrorate la carne con il fondo di cottura e proseguite la cottura per 1 ora. In una ciotolina mettete il liquore e il succo di limone e scioglietevi lo zucchero mescolando accuratamente con un cucchiaio, quindi versate il tutto sulla carne.

Volendo a parte tagliate sottilmente qualche cimetta di broccoli e fateli saltare con aglio e olio per 10 minuti e aggiungeteli alla carne.